Dal post di Alessandro leggo che Barilla sostiene che Alixir verrà rilanciato. In particolare si dice che il nuovo marchio Alixir “è stato poco compreso dal mercato”.
Breve conclusione: è tutta colpa dei consumatori quindi e non, invece, del colosso alimentare che non l’ha opportunamente pubblicizzato e lanciato, includendo in questo ambito anche l’informazione “ambigua e fuorviante” che l’Antitrust ha sanzionato lo scorso settembre.
Anche il sito attuale rispecchia un po’ questa “ambiguità”: si comunicano prodotti alimentari o gioielli?
La vetrina è un’esposizione di lusso di prodotti alimentari in stile salutistico, che è ormai il nuovo terreno di scontro dei principali player del settore: Saiwa, Mulino Bianco, Galbusera, per dirne alcuni.
Personalmente credo che nella sua strategia di marketing Barilla con Alixir abbia sbagliato qualcosa (facile dirlo ora!). Puntare solo sulla comunicazione, sul packaging, sul lusso, ma non sul prodotto (e se consideriamo le famose “4 P” del marketing – prodotto, prezzo, distribuzione e promozione – è proprio il prodotto quello che manca – leggi anche Altroconsumo).
Questa vicenda è un incredibile autogol che fornisce, però, spunto per una riflessione più ampia anche sul ruolo del marketing .
Il punto sui cui mi soffermo è proprio questo e l’interrogativo che pongo a tutti è: “oggi come oggi è possibile fare marketing in maniera etica?”
Io la risposta me la son già data e sono convinto che il “marketing etico” costituisca invece la piena realizzazione del principio della soddisfazione del consumatore, senza la quale non esiste prodotto da vendere.
Fatemi sapere cosa ne pensate. E’ un dibattito aperto…
Tags: barilla, 200 mila euro, simone ramaccini, antitrust, sanzione, marketing etico, alixir
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Ogni tanto vale proprio la pena di soffermarsi su nuove strategie di marketing applicate al prodotto.
L’esperienza online è sollecitata attraverso un meccanismo molto interattivo (che ultimamente avevo visto in un concorso online di Piaggio) che consente di viaggiare “tappa per tappa” in maniera virtuale nei Paesi Bassi.






