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Alixir: come promuovere un non-prodotto

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Dal post di Alessandro leggo che Barilla sostiene che Alixir verrà rilanciato. In particolare si dice che il nuovo marchio Alixir “è stato poco compreso dal mercato”.

Breve conclusione: è tutta colpa dei consumatori quindi e non, invece, del colosso alimentare che non l’ha opportunamente pubblicizzato e lanciato, includendo in questo ambito anche l’informazione “ambigua e fuorviante” che l’Antitrust ha sanzionato lo scorso settembre.

Alixir homepageAnche il sito attuale rispecchia un po’ questa “ambiguità”: si comunicano prodotti alimentari o gioielli?

La vetrina è un’esposizione di lusso di prodotti alimentari in stile salutistico, che è ormai il nuovo terreno di scontro dei principali player del settore: Saiwa, Mulino Bianco, Galbusera, per dirne alcuni.

Personalmente credo che nella sua strategia di marketing Barilla con Alixir abbia sbagliato qualcosa (facile dirlo ora!). Puntare solo sulla comunicazione, sul packaging, sul lusso, ma non sul prodotto (e se consideriamo le famose “4 P” del marketing – prodotto, prezzo, distribuzione e promozione – è proprio il prodotto quello che manca – leggi anche Altroconsumo).

Questa vicenda è un incredibile autogol che fornisce, però, spunto per una riflessione più ampia anche sul ruolo del marketing .

Il punto sui cui mi soffermo è proprio questo e l’interrogativo che pongo a tutti è: “oggi come oggi è possibile fare marketing in maniera etica?”

Io la risposta me la son già data e sono convinto che il “marketing etico” costituisca invece la piena realizzazione del principio della soddisfazione del consumatore, senza la quale non esiste prodotto da vendere.

Fatemi sapere cosa ne pensate. E’ un dibattito aperto…

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16 Commenti per questo post

  1. A Pallavicino Says:

    Analisi precisa e marketing-oriented.

    Anche secondo me è il prodotto (inteso come entità che soddisfa un bisogno del consumatore) a mancare.

  2. Marcello Papini Says:

    Non basta avere delle buone recensioni… :-)

  3. Simone Ramaccini Says:

    Vero ho visto che il sito ha PR 5. La reputazione online è buona, quella del prodotto un po’ meno… ;-)

  4. Marco Caneva Says:

    Mi piace questa disamina… Finalmente qualcuno che non spara solo su Alixir ma cerca di capirne cause anche dal punto vista “markettaro”. L’etica deve esistere ASSOLUTAMENTE

  5. Alberto Kovacevic Says:

    Ottimo intervento. Marketing o Marketting per Alixir? Forse la seconda…

  6. Marco Caneva Says:

    ;-) la seconda sicuramente

  7. Paolo Cantarutti Says:

    Anch’io come Marco, ho apprezzatto questa visione markettara. Cerchiamo di capire insieme come un’azienda può uscire da questa empasse. Forse questo è il momento per riposizionarsi. O no?

  8. Benedetto Says:

    Uno spunto di oggi: http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=1673

  9. Vincenzo Scichilone Says:

    La mia opinione è che Barilla abbia posizionato troppo in alto il prodotto. L’attuale fase del marcato (segnato da una crisi che è più psicologica, di fiducia, che reale) non consente una penetrazione di mercato soddisfacente.

    Per curiosità ho provato alcuni prodotti della linea Alixir e li ho trovati ottimi. Ho trovato, però, che il prezzo fosse eccessivo per raccogliere quote consistenti di mercato. Ha ragione Paolo Cantarutti: Barilla deve riposizionare Alixir, investendo sulla comunicazione. Suggerimento: salute & sport (con prezzi più bassi: così retribuisco la disponibilità di Paolo Barilla a farsi fotografare, all’uscita del suo box con la Minardi, a Pergusa nel 1982. Vistosi inquadrato, nonostante avesse già inserito la marcia, si fermò ed attese che lo immortalassi, per ripartire dopo un mio cenno di ringraziamento. Ora completo l’opera).

  10. Sebastiano Says:

    …anche io sono dell’opinione che Barilla abbia posizionato troppo “in alto” Alixir, come si nota guardando il sito stesso…non credo sia un problema di prodotto (che non conosco) ma di percezione. Anche Coca-Cola da ottobre si è inserita nel settore “salutistico” con Jian Chi, prodotto in test su Milano e distribuito in 100 farmacie, spa ed erboristerie. Non vi sono ancora risultati in merito (per trasparenza vi dico che lavoro nel centro media che segue la comunicazione per Coca-Cola è ho collaborato alla comunicazione per il lancio del prodotto), il prodotto è abbastanza costoso (€ 4 a bottiglia, da 25 ml.). Tutto però sembra coerente, a partire dalla distribuzione (non GDO) fino al packaging e alla comunicazione discreta/per niente “mass”… Staremo a vedere…il segmento salutistico è sicuramente interessante.

  11. Paolo Cantarutti Says:

    Sebastiano, riposizionamento da effettuare sicuramente. E comunicazione di prodotto pure… Infatti che il prodotto, per quanto buono, abbia dei problemi nella percezione da parte degli utenti è cosa reale e chi vende qualcosa per un’altra, come dice anche Simone, ha di sicuro un problema sul prodotto. La questione etica, marketing etico e quant’altro, ne è una diretta conseguenza…

  12. Marco Caneva Says:

    ;-) wow che thread!!!

  13. Micaela Bastiani Carlini Says:

    Ottimo thread. Condivido quanto detto da Simone, Paolo e Sebastiano. Barilla credo sia ripartita da qui… :-)

    Micaela

  14. Hubert Says:

    Simone, mi potresti contattare? So della tua esperienza sul campo, ho un’idea in ballo nel settore alimentare e ho bisogno di una tua consulenza strategica. Grazie

  15. Simone Ramaccini Says:

    Ok, Hubert. Lasciami via FB i tuoi contatti. Simone

  16. Filippo Says:

    Il problema è che hanno cercato di posizionare il prodotto molto in alto senza motivare le qualità dello stesso, puntando tutto sull’immagine che doveva esser percepita (cosa che forse funziona per certe auto).

    Inoltre in questo periodo credo che il rapporto qualità/prezzo degli alimentari venga molto considerato dal mercato.

    Per quanto riguarda l’etica del marketing è difficile esprimersi in quanto si sà che per vendere si cerca di spingere su elementi psicologici sensibili…

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